giovedì 10 dicembre 2015
Omaggio ai Caduti (1)
Bollettino della Vittoria
Comando Supremo 4 Novembre 1918 ore 12.
"... La guerra contro l'Austria Ungheria che sotto l'alta guida di sua Maestà il re, duce supremo,
l'esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta!..."

10. Omaggio ai Caduti (2)
anni '40
"Fronti di guerra"
" al Sciabulaa"
"Sono tutti alpini gli Intelvesi che hanno fatto la terribile campagna di Russia, ma lui è del 3° Savoia Cavalleria, il mitico reggimento che, a cavallo che con la sciabola sguainata, ha fatto la "carica di Isbuscenskii". Si chiama Domenico Lurati di Lanzo, classe 1920, detto Sciabulaa.
Soldato di leva nel 1940, inizia la "carriera" in Jugoslavia, nel luglio '41 viene spedito in Romania e poi subito in Russia con il Corpo di spedizione Italiano in Russia (CSRI). Per arrivare al Don , un anno dopo, dovrà percorrere a piedi e a cavallopiù di 4000 chilometri. E quell' inverno il termometro della steppa segnò anche i -52°. Poi in agosto, circondati da ingenti forze nemiche, la famosa carica di Isbuscenskii: per rompere l'accerchiamento , 1500 uomini a cavallo, tra i quali Domenico Lurati, si lanciano come una furia contro mitragliatrici e mortai.Dopo due ore e al prezzo di metà reggimento, l'assedio è spezzato. Intanto a luglio, era arrivato l'ARMIR , un nuovo corpo di spedizione e con esso gli alpini di Lanzo. Domenico può cosi' incontrare "al Lazzarino",
"al Negru", "al Piega", "al fredel del Tonino" al"Cesar Mulciaquagia" e altri ancora.
Appena in tempo per iniziare la tragica ritirata che durerà tutto l'inverno successivo, un poco piu' mite del precedente: solo -45°!
...
A intervista finita, mentre guardo un quadro con una croce di guerra dello CSIR, tiene a una precisazione decisamente superflua, "Nüñ vurevum miña fa la guera, nüñ serum cumandaa!" Gli rispondo che lo sapevo.
testo da "Ombre di memoria"
di Adalberto Piazzoli
Martedi 8 Novembre 2016
Oggi si è svolto a Lanzo il funerale di Domenico Lurati classe 1920 da tempo sofferente
e ospite presso il Centro Anziani di Dizzasco.
Un drappello di alpini veterani dell'Associazione Combattenti e Reduci gli ha reso onore mentre
un motivo (registrato) del Corpo Musicale di Lanzo lo ha accompagnato insieme alle preghiere.
Con il suo clarinetto si è ammutolita parte della Lanzo che mi è piu' cara:
quella che racconta, dinnanzi al crepitìo della legna che arde nel focolare, una vecchia umile storia
di vita intrisa di fatiche e lontane gesta di eroismo.
Ciao Domenico!
La memoria degli alberi
"Ne sento da sempre una forte irrazionale attrazione.
Fin dall'infanzia il luogo mi appare pervaso da una triste solennità,
quasi maestosa.
Fin dall'infanzia il luogo mi appare pervaso da una triste solennità,
quasi maestosa.
Una piramide tronca con ai lati dell'entrata due leoni e... proprio di fronte,
un monumentale mausoleo di pietra a cielo aperto, come un altare atzeco.
E un imponente gruppo bronzeo di una coppia seduta su un aratro
con un neonato nudo davanti a una cappella con una tragedia di parto.
E lapidi a vittime dei campi di sterminio e nomi stranieri ...
Mitici benefattori, ex sindaci, parroci di questo secolo e vegliardi ancora noti col soprannome.
Giovani scomparsi in tragedie dimenticate o ancora vive nella memoria collettiva...
E ci sono anche trentanove cippi con i nomi di trentanove soldati ..."
"
testo da "Ombre di memoria"
di Adalberto Piazzoli


Qui, all'alba...
La corriera.
Qui, all'alba. . .
Qui, all'alba. . .
...La tragica notizia si diffonde per tutta la Valle come un baleno e poco dopo arriva anche il padre anch'egli autista della Salvi: non hanno parole i testimoni per descrivere cosa è avvenuto...
Ho esaminato con cura le numerose fotografie degli strazianti funerali.
Una folla enorme: vedo i volti di miei compaesani conosciuti e sconosciuti, tutti tirati e commossi come non li ho visti mai.
E in ogni foto vedo un volto magro che assumerei come simbolo universale del dolore.
Un volto dignitoso e composto, ma sconvolto e straziato sopra ogni limite.
E' il volto dl padre.
Ho esaminato con cura le numerose fotografie degli strazianti funerali.
Una folla enorme: vedo i volti di miei compaesani conosciuti e sconosciuti, tutti tirati e commossi come non li ho visti mai.
E in ogni foto vedo un volto magro che assumerei come simbolo universale del dolore.
Un volto dignitoso e composto, ma sconvolto e straziato sopra ogni limite.
E' il volto dl padre.
testo da "Ombre di memoria"
di Adalberto Piazzoli
L'ultima corsa
settembre 1977
La Funicolare di Lanzo
"Inaugurata il 29 settembre 1907, la funicolare di Lanzo d’Intelvi ha funzionato onorevolmente per settant’anni, attraverso due guerre mondiali, molte crisi finanziarie e qualche periodo di splendore, fino al settembre 1977,
quando chiude per problemi finanziari.
quando chiude per problemi finanziari.
Santa Margherita è una località sul lago di Lugano, di fronte alla Valsolda, priva di strade
di collegamento e oggi non più servita nemmeno da mezzi pubblici lacuali.
La funicolare Lanzo - Santa Margherita, che si chiamò anche “Funicolare Pel Belvedere di Lanzo”,
percorreva in 18 minuti un silenzioso e filante viaggio in mezzo ai boschi, con l’insolito e rituale
scambio dei due conduttori a metà percorso.
Il “liberty” delle carrozze, delle stazioni, delle biglietterie e delle inferriate, ancora percepibile
nonostante il degrado di quasi vent’anni d’incuria, suscita interesse e nostalgia nei visitatori vecchi e
nuovi. La via di corsa con un insolito andamento a larga “S”, è posta a poca distanza da una rete
metallica di confine con la Svizzera. La rete, un tempo non lontano munita di campanelli per
segnalare eventuali tentativi di espatri clandestini,è fiancheggiata da una scala di 4 mila gradini che
scende fino al lago. La lunghezza totale della linea è di 1475 metri con un dislivello di 608 metri
e con la pendenza massima del 660 per mille, attraversando 15 arcate in pietra, oggi non tutte in
buono stato di conservazione. L’apparato di trazione, sistemato nella stazione a monte, era costituito
da una coppia di motori elettrici Oerlikon da 22 Kw ciascuno. Le carrozze erano munite di un
originale sistema frenante “a tre tenaglie di serraggio delle rotaie, brevettato Brucher - Durrer”.
Tutto questo è fermo dagli anni Settanta quando la funicolare entra in una grave crisi finanziaria e
dopo un’altalena di speranze e delusioni nel settembre 1977, allo scadere della concessione già rolungata di dieci anni,
chiude definitivamente i battenti." ...
chiude definitivamente i battenti." ...
testo da "Notizie Kineo 8 1995"
articolo di Adalberto Piazzoli
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