giovedì 10 dicembre 2015

Il don Gentile






                                                    


" A Lanzo lo ricordano con affetto e quasi con gratitudine. Arriva nel '44 come coadiutore di don Carlo Lasio, fresco di seminario come uscito da un'accademia militare e diviene subito celebre per la sua severità di fustigatore di costumi senza peli sulla lingua. E' capace di condannare una scollatura eccessiva dicendolo in faccia all'attonita interessata,ma si ritiene anche personalmente responsabile di qualunque immoralità. Dicono che ripari a una bestemmia udita per caso, con un giorno di digiuno. 
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Appassionato alpinista , apicoltore e centauro quasi spericolato, io gli ricordo almeno due moto, una "Sertom" e un "Galletto".
Quando si tratta di sostituire il mitico e discusso don Carlo, nel '51, il vescovo pensa forse che un curato come don Gentile non vada bene per Lanzo e lo incarica a Bene Lario e poi a Rovellasca,  ma con il rincrescimento dei Lanzesi.
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Sabato 29 gennaio ultimo scorso, proprio il "sabato della Madonna", a Bizzarone, suo paese natale, assisto al funerale di don Gentile. Vengo a sapere che negli ultimi anni aveva sofferto molto e mi sembra come di averlo sempre saputo. 
Era del '21 il don Gentile e di cognome faceva Riva."

testo da "Ombre di memoria" 
di Adalberto Piazzoli